La limacina della quercia

Il danno estetico è evidente, la pianta è in sofferenza

In questa stagione (fine maggio) cominciano ad essere evidenti , su molte querce, i danni prodotti dalla limacina (caliroa varipes). La specie interessata è la farnia, ossia il quercus robur, che non è la rovere, che si chiama invece quercus petraea; vai a capire il perché.

Molte foglie appaiono brune come in inverno, ma se le osservate da vicino scoprite che la foglia è sostanzialmente integra nella sua struttura, e che manca solo la parte verde. Insomma, viste controluce le foglie rivelano il loro “scheletro” cosa che potrebbe anche essere interessante se non per il fatto che la foglia, in queste condizioni, non è più in grado di fare il suo lavoro e di alimentare la pianta. La quercia va in sofferenza  e se i casi di morte della pianta sono veramente rari, il danno estetico è rilevante e soprattutto la nostra quercia perderà un’annata di crescita, che per una pianta già lenta di per sé non è poco.

La foglia controluce rivela il suo "scheletro"

Come per tutte le altre tentredini il rimedio è il solito imidacloprid (leggi Confidor Bayer), che si può somministrare anche per mezzo del’endoterapia se la pianta è molto alta o se si trova in ambiente urbano, dove spruzzare veleni con un atomizzatore non è una buona cosa e magari vi può causare qualche dispiacere da parte dei vicini. Se invece ci si trova in ambienti aperti, si può usare il Clorpirifos come il Bayer Reldan 22 (uno dei pochi esteri fosforici rimasti in commercio) in funzione larvicida, tenendo presente che l’odore del prodotto irrorato è pessimo.

Per queste ragioni mi pare sia il caso di intervenire solo se l’infestazione è grave e se nelle vicinanze vi siano altre querce non ancora attaccate: meglio prevenire che curare.

Le larve di limacina al lavoro sulla pagina inferiore della foglia

 

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