Scelta dell’erba

La scelta dell’erba – Macroterme: la gramigna (cynodon dactylon). La prima scelta da fare è: gramigna o altre erbe? La gramigna è un’erba che ha un solo difetto: d’inverno la parte aerea secca e muore, salvo ricacciare ai primi calori più bella di prima.

Bello e resistente in estate, il prato di gramigna ingiallisce in autunno

È di eccezionale resistenza, tollera il calpestio e la siccità: è l’erba perfetta … finché fa caldo. Va seminata ai primi di giugno, quindi le tradizionali lavorazioni del terreno (vedi sopra) vanno scalate nel tempo di almeno un paio di mesi. Bisogna poi mettere nel conto innaffiature copiose, dato che la gramigna ha bisogno di molta acqua per germinare, e per di più in un periodo dell’anno in cui la stagione non aiuta. Ci si consola pensando che le piantine adulte poi, nel giro di una paio d’anni, ce la faranno da sole. La semente non è di facile reperibilità, ed occorre affidarsi ad un fornitore che sappia il fatto suo. Il costo al chilogrammo della semente è elevato, ma non come pare a prima vista, dato che il seme è finissimo, quasi una polvere, quindi il raffronto a peso con altre sementi da prato non è fattibile.

La scelta dell’erba – varietà microterme. Le microterme si chiamano così perché vegetano con temperature inferiori rispetto alle macroterme come la gramigna. Il vantaggio è che si possono seminare in primavera o in autunno quando, almeno di norma, le precipitazioni naturali aiutano la germinazione. D’inverno, poi, il deperimento della parte aerea è poco evidente, ed il nostro prato rimarrà accettabilmente verde. Il mercato offre una grande quantità di sementi e di miscugli che i vari produttori e commercianti propongono al fine di ottimizzare il risultato rispetto all’uso. Per la mia esperienza, i migliori risultati si ottengono con i cosiddetti “misti sportivi” o con la festuca arundinacea, segnatamente delle varietà “Villageoise” o “Rebell IV” se si è in presenza di alberature e di zone ombrose, fatto salvo il fatto che un prato bello all’ombra sarà sempre difficile averlo. Per chi si sente di tribolare, la scelta può andare verso il loglietto (lolium perenne, il famoso prato inglese, quello dei campi in erba di Wimbledon, per intenderci) oppure le le agrostidi purché si abbia consapevolezza del fatto che funghi, feltri, seccumi, infestanti, necessità di irrigazioni, concimazioni e arieggiamenti del terreno non renderanno facile la vita al proprietario di un prato che comunque avrà pochi concorrenti in quanto a bellezza dell’aspetto.

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