I danni al prato

Camminando per il giardino pestiamo l’erba. Meno male! Una delle ragioni per realizzare un giardino non è forse quella di poter camminare liberamente sul prato curiosando qua e là fra fiori e piante? Però se torniamo sempre sui nostri passi, dopo un po’ l’erba si ammacca e nasce un sentiero. A questo punto abbiamo due possibilità: o cambiamo tragitto, almeno finché l’erba non si sia ripresa, oppure realizziamo un percorso pavimentato proprio dove i nostri passi l’avevano inconsapevolmente disegnato. Insomma, la morale è la seguente: pestate pure l’erba, ma non sempre nello stesso punto, per favore! Chi invece seguirà sempre gli stessi percorsi come un tram sui suoi binari sarà in vostro cane. Qui non c’è niente da fare, se non portarlo a sgambare in campagna finché non si sia stancato al punto da non aver più voglia di fare i suoi giri.

Se avete delle talpe che lavorano nel prato con produzione di quei simpatici monticelli di terra, non prendetevela troppo, e soprattutto non cercate di utilizzare prodotti anti-talpa che sono spesso più dannosi delle talpe stesse. Le trappole antitalpa sono poi degli oggetti puntuti che trasudano crudeltà: meglio evitare.  Pensate invece che ogni rovescio di medaglia ha il suo dritto: la terra sollevata dalle talpe è in assoluto la migliore che potete utilizzare per i vasi, sminuzzata e polverizzata com’è. Poi è utile ricordare che la talpa è un insettivoro che si ciba di una buona quantità di insetti dannosi (primo fra tutti l’oziorrinco) quindi vogliamole un po’ di bene. In fondo sono anche carine. Se i danni da talpe sono inaccettabili, si può tentare di mandarle via con prodotti repellenti: d’inverno un po’ di calciocianamide (poca, altrimenti addio erba!) e soltanto se non avete animali come cani o gatti, dato che il prodotto è piuttosto irritante. In alternativa è possibile irrorare il prato con prodotti a base di olio di cedro, che allontanano le talpe senza nuocere agli animali domestici. Altro rimedio che funziona benino, a patto di venire impiegato con una certa sapienza, è costituito da candelotti di zolfo che vanno immessi agli sbocchi delle gallerie delle talpe, dopodiché si incendia la miccia riempiendo il cunicolo di acido solfidrico, impestando tutto quanto con un pessimo odore.

Le malattie del tappeto erboso sono, come c’era da immaginarsi, in pieno sviluppo. Ogni anno si ha notizia di qualche nuovo fungo che sembra sia stato inventato apposta per rovinarvi il prato. L’argomento è di tale complessità che non può essere affrontato in queste paginette semiserie. Qui mi limiterò ad osservare allora che quel che si può fare per prevenire grossi guai consiste nel tenere il rasaerba in buone condizioni di manutenzione (affilatura) e magari di preparare qualche litro in più di anticrittogamico a base di rame (poltiglia bordolese o ossicloruro) quando lo dovete dare alle rose o alla vite nell’orto: una spruzzatina al prato potrebbe essere una buona idea, soprattutto in condizioni critiche (caldo umido).

Se d’inverno il prato è invaso dal muschio non datevi troppa pena e non spendete risorse in concimi antimuschio a base di solfato ferroso (che non è vitamina!). Molto più salutare una bella sudata con un rastrello a forma di scopa con cui raschiare, verso marzo, il vostro prato ed asportare il muschio secco. Quello che rimane se ne andrà da solo quando comincerà a far caldo.

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