Gli Sfalci

Gli sfalci dovrebbero essere un paio alla settimana durante i periodi di massimo accrescimento (maggio – giugno), non meno di uno alla settimana durante tutto il periodo di vegetazione, ad altezza di circa 2,5 cm ed eseguiti con tagliaerba a taglio elicoidale. Chi lo fa? Nessuno.
Il problema principale del nostro abituale modo di trattare il prato è il tosaerba. Dato che tutti usiamo macchine a lame rotanti, bisognerebbe almeno preoccuparsi di farle affilare ogni tanto. Infatti lo sfilacciamento dello stelo provocato da una lama rotante è tanto maggiore quanto peggiore è l’affilatura, con conseguenti ferite e moltiplicazione delle lacerazioni attraverso le quali penetrano le spore dei funghi.

Altro tema di discussione è: raccolta dell’erba o triturazione sul posto (mulching)? Questa domanda ha poco senso se non si prende in considerazione l’estensione del prato da falciare. Se ho poche decine di metri quadrati e l’erba tagliata occupa al più qualche sacchetto da immondizia, posso benissimo raccogliere e smaltire nel più vicino cassonetto, possibilmente quelli marrone che l’HERA mette a disposizione per i residui di potatura e sfalcio. Se ho qualche migliaio di metri quadri di prato, la raccolta diventa problematica, a meno che non abbia anche lo spazio per realizzare un pagliaio in qualche angolo del giardino. Ecco allora che il mulching è una scelta pressoché obbligata. I “pro” di questa tecnica sono, ovviamente, il risparmio del tempo e della fatica per la raccolta e lo smaltimento dell’erba tagliata e il fatto che l’erba sminuzzata lasciata sul posto, decomponendosi, costituisce a sua volta un concime che nutre il prato (soprattutto di azoto).

I “contro” sono che l’erba deve essere piuttosto bassa perché la macchina sia in grado di polverizzarla completamente, senza lasciare alcun residuo visibile. Quindi la frequenza degli sfalci deve essere aumentata di un buon 25% circa rispetto al taglio con raccolta, soprattutto se è richiesto un risultato estetico ineccepibile. Altro punto negativo è che l’erba sminuzzata lasciata nel prato contribuirà a formare il cosiddetto feltro, ossia uno strato fitto di materiale vegetale rinsecchito che a lungo andare tende a soffocare l’erba e contribuisce al proliferare del muschio durante i mesi freddi e piovosi.

In ogni caso, una buona regola è quella di falciare l’erba durante il tardo pomeriggio, quando l’ambiente è più secco, evitando le ore del mattino quando l’erba è intrisa di rugiada. Così facendo il tosaerba funziona meglio e si diminuiscono le probabilità di infezioni fungine al tappeto erboso.

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