Diserbo

Diserbo. Se si sceglie di utilizzare un diserbante per eliminare la vegetazione preesistente, vanno assolutamente evitati prodotti antigerminativi a favore del glifosate, che ha il vantaggio di essere un sistemico, quindi di far morire tutta la pianta, anche nelle porzioni con cui non viene direttamente a contatto, e di degradarsi in poco tempo lasciando il terreno non”avvelenato” (almeno secondo chi lo produce). Il prodotto inoltre è praticamente innocuo per gli animali (cani, gatti polli ecc.).
Diserbare non significa poter evitare tutta la trafila di lavorazioni descritte nel seguito; semmai l’operazione dà maggior sicurezza per l’eliminazione delle infestanti ma non dei loro semi, poiché il glifosate non ha effetto sui semi presenti nel terreno. Se lo avesse, poi non nascerebbe più nemmeno l’erba che vogliamo seminare! Diserbanti a base di glifosate sul mercato se ne trovano di marche diverse, il più noto (e caro) è il Roundup, ma tutti quelli che troverete, purché a base di glifosate acido puro, vanno bene. L’effetto del glifosate non è immediato: si va da una settimana nella stagione calda a 20 giorni e più se c’è fresco.

In caso sia presente una popolazione consistente di convolvolo, è utile aumentare il dosaggio del glifosate al massimo indicato sulla confezione, dato che questa pianta è molto robusta e resistente agli attacchi. Se poi è presente l’equiseto, allora la cosa si fa più delicata, perché l’equiseto rimane indenne dal glifosate; è necessario allora utilizzare un diserbante della categoria dei cosiddetti ormonici, e fra questi quello che pare dar i migliori risultati è il 2,4D (si chiama proprio così, non è un errore di battitura). Dato che questi prodotti non sono blandi, è meglio, per chi non è pratico e non è attrezzato convenientemente (guanti di gomma, maschera, occhiali di protezione, possibilmente una tuta usa e getta) rivolgersi ad un professionista.

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