Concimazione

Già si è detto dell’opportunità di somministrare al terreno uno starter (concime ad alto tenore di fosforo) nei momenti in cui vogliamo favorire la germinazione dei semi, sia di quelli naturalmente presenti nel terreno, sia di quelli che abbiamo intenzione di seminare. Dopo queste fasi iniziali, è bene guardarsi dal riutilizzare un concime del genere, che come effetto collaterale favorirebbe la germinazione dei semi portati dal vento o dai frequentatori del prato. Ancora in fase di preparazione iniziale del terreno, non è male somministrare, nel corso dell’ultima lavorazione, del letame pellettato, soprattutto se si sta effettuando una semina autunnale. L’ottimale sarebbe miscelare al terreno dello stallatico ben stagionato, il famoso letame, materiale che però esiste praticamente solo nei manuali. Il letame pellettato in teoria è valido quanto quello tradizionale, salvo il fatto che non si ha nessun controllo sulla effettiva qualità dei materiali di origine; sarà vero quello che c’è scritto sul sacchetto? Per il mantenimento, l’ottimale sarebbe somministrare concimi liquidi del tipo impiegato nei campi da golf; anche questa procedura è solo teorica perché richiederebbe un’attrezzatura professionale che in pratica nessuno possiede. Meglio allora impiegare un concime granulare bilanciato, ossia che contenga i tre macroelementi (azoto, fosforo e potassio) più i soliti microelementi (boro, zinco ecc.). Io uso Nitrophoska blu spezial, che essendo a lento rilascio dà una buona copertura per almeno quattro mesi. Quindi direi che un buon ciclo di concimazione potrebbe essere: fine febbraio – primi di marzo, inizi di giugno, fine settembre.

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