Il Caryopteris x Clandonensis

In un angolo del giardino sta il caryopteris scheletrito dall’inverno, che porta sui rametti fragili e secchi quel che resta della fioritura blu della tarda estate scorsa, quando aveva attirato bombi e calabroni dalla campagna tutt’intorno. Non lo diresti, a guardarlo oggi, che questa piantina ti può riempire di gioia da agosto ad ottobre inoltrato, con quel blu incredibile in grado di ravvivare, da solo, un angolo assolato del giardino.
Stringendo lievemente fiori rinsecchiti ho raccolto i semi, e tenterò di farli germogliare in un contenitore di plastica, al riparo dal vento e dai cuccioli che però, contrariamente a quanto avviene per i ceratostigma, per le abelie, per le spiree e per le stesse rose (nonostante la puntuta difesa delle spine) sembrano avere poca simpatia per il caryopteris che è rimasto infatti praticamente indenne dalla loro foga di rosicchiare qualsiasi cosa.
Quando marzo mi prometterà di non fare più gelate (ma manterrà la promessa, poi?) taglierò gli apici dei rametti rinsecchiti, confidando che questa generosa piantina ricacci vigorosa dopo il sonno invernale. Peccato che non la conosca quasi nessuno e che sia così difficile da trovare nei garden centre e nei vivai, se non in quelli più forniti e con qualche inclinazione per l’esotismo botanico.
Ne esistono diverse varietà: alcune più compatte si sviluppano in un cespuglio tondeggiante che non supera il mezzo metro, altre più longilinee crescono fino al metro e mezzo d’altezza, come se volessero “filare” nonostante il pieno sole che la pianta esige.
Tutte hanno foglioline grigio-verde, dentellate ai margini, pelosette, che danno un profumo che può piacere se le sfregate con le mani. È una pianta di poche esigenze, e vi perdonerà generosa anche se dimenticherete di innaffiarla per diversi giorni, durante la stagione più torrida. Però è meglio piantarla lontano da casa, soprattutto se il vostro giardino è frequentato da bimbi e nipotini: la caratteristica di attirare gli insetti impollinatori, e soprattutto i terribili calabroni, può riservare brutte sorprese a chi voglia accarezzare i fiorellini blu senza riguardo per i temibili (ma utilissimi) insetti.

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