Le rosole

(Papaver rhoeas)

Fra le poche cose che il campo regala in pieno inverno c’è la piantina del papavero, quella stessa che  d’estate fiorirà del bel fiore rosso che si mescola al grano per la gioia dei pittori e la disperazione dei contadini. D’inverno non è facile distinguere le rosole dall’altrettanto comune tarassaco, se non per gli apici arrotondati delle foglie, che sono invece appuntite nel tarassaco tanto da meritargli il nome di dente di leone. Facilissimo invece distinguere le piante dal sapore, dato che quanto è amaro il tarassaco, così è delicata e gustosa la rosola. Se ne può mescolare qualche foglia, senza esagerare, ad un’insalata, ma l’impiego migliore è di bollirle per poi consumarle fredde condite con olio ed aceto, oppure buttarle nella padella di ferro di vostra nonna (se non avrete fatto l’errore madornale di buttarla via, giacché oggi queste padelle sono introvabili) con qualche avanzo di costina di maiale o qualche dadino di pancetta e l’odore dell’aglio. Si avrà così un contorno tanto gustoso da poterne fare anche il ripieno dei cassoni o dell’erbazzone di Reggio Emilia, in sostituzione delle erbette, addomesticate, ruffiane e insulse.

 

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