Le ortiche

(Urtica dioica)

Queste piante dell’ortica non occorre essere dei botanici per identificarle: tutti abbiamo avuto, da bambini, l’esperienza della loro carezza e da allora abbiamo imparato a riconoscerle senza indugi. Bisogna armarsi di un paio di guanti da officina, di pelle bella grossa, e di un grande sacchetto per la spazzatura, quelli condominiali alti un metro, perché le ortiche che raccoglierete non saranno mai troppe: considerate che, in confronto, gli spinaci, quando li cuocete, hanno una gran resa. Con le dita non troppo serrate strappate soltanto, in aprile, la sommità del germoglio, con le foglioline verde chiaro non ancora armate degli aculei che ben conoscete, facendo attenzione di non portar via anche un pezzo di gambo, soprattutto se questo ha già qualche consistenza. Fatene il fondo di un buon risotto o date profumo alla frittata: l’ortica è gradevole di sapore e fa ben digerire con le sue proprietà che non perde del tutto nella cottura e che sentirete infondere nello stomaco un piacevole e salutare tepore. È sconsigliabile raccoglierle dopo la metà di maggio, ma se ne può fare ancora uso verso la fine di settembre, anche se non avranno più gli umori nuovi della primavera.

 

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