Erbe selvatiche

Nel ferrarese l’abitudine di andar per le capezzagne a raccogliere erbe di campo non è diffusa come altrove in Italia, per esempio nelle due regioni più vicine: il Veneto e la Romagna; sarà per la propensione dei ferraresi a liberarsi in fretta, magari troppo, delle vecchie tradizioni oppure per la poca inclinazione della nostra cucina verso le verdure, o forse perché i contadini – gli unici a sapere quali sostanze vengano sparse nei loro campi – si guardano bene dal mangiare quel che vi cresce. Però, soprattutto in primavera, è ancora possibile vedere qualcuno, di solito signore non proprio giovani che, armate di un vecchio coltello da cucina, scrutano con attenzione le erbe lungo i fossi: erbe che ai più non dicono nulla, sembrano tutte uguali e che non si sognerebbero mai neppure di assaggiare. Questo non è sbagliato, se si pensa che circa un terzo dei vegetali contiene principi tossici per gli uomini; ma se avete avuto una nonna o qualche vecchio amico che vi ha spiegato e fatto vedere, oppure la costanza di studiare un buon manuale, potete sempre cercare un bel posto lontano dal traffico e dalle sue emissioni, e provare a raccogliere un po’ di erbette che potranno dare ai vostri piatti profumi e sapori che oggi sono in pochi a ricordare. Sono erbe che non costano niente, ma non è che per questo valgano niente; fondamentale sarà la soddisfazione dell’istinto ancestrale dell’uomo raccoglitore, fratello del cacciatore e avo ancora lontano del contadino.

 

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